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Superare la fine di una storia d’amore: fasi del lutto e come farsi aiutare

Una guida pratica per chi attraversa una separazione: capire le emozioni normali, evitare gli errori più comuni e scoprire come un percorso psicoterapeutico sistemico-relazionale può accompagnare la rielaborazione e la rinascita, anche online.

Dr.ssa Sara Atlante

Perché leggere questo articolo

La fine di una relazione può far sentire disorientati, confusi e sopraffatti: non è soltanto la perdita di una persona, ma spesso la perdita di routine, progetti condivisi e di un’immagine del futuro. Questo articolo spiega cosa è normale provare dopo una rottura, quali comportamenti rischiano di bloccare il processo di rielaborazione e quali passi pratici adottare da subito. Troverete inoltre informazioni su come il supporto psicologico, compreso il lavoro con una psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale, può favorire un cambiamento duraturo.

Le fasi emotive comuni dopo una separazione

Molte persone attraversano fasi emotive che ricordano il lutto: shock o incredulità iniziale, rabbia, tentativi di riavvicinamento o negoziazione (bargaining), tristezza profonda e infine graduale accettazione. Queste fasi non seguono sempre un ordine netto e possono ripresentarsi nel tempo quando emergono ricordi o eventi scatenanti. È importante sapere che reazioni come pianto, insonnia, perdita di appetito, difficoltà di concentrazione o umore oscillante rientrano spesso in una risposta umana alla perdita.

Errori frequenti che ostacolano la rielaborazione

Alcuni comportamenti comuni possono prolungare il dolore o impedire il cambiamento: controllare continuamente i profili social dell’ex, mantenere contatti frequenti con messaggi o chiamate, idealizzare la relazione ricordando solo gli aspetti positivi, affrettare nuove relazioni per riempire il vuoto o negare le emozioni. Queste strategie possono dare sollievo temporaneo ma spesso mantengono vivi i vissuti dolorosi e ritardano la possibilità di rielaborare la perdita.

Strategie pratiche per i giorni difficili

Nei primi tempi è utile mettere in atto piccoli accorgimenti concreti: stabilire limiti digitali (ad esempio una pausa dai social o silenziare notifiche), creare una routine quotidiana che includa sonno regolare, pasti e attività fisica, parlare con amici o familiari di fiducia, praticare tecniche di respirazione per gestire l’ansia e annotare pensieri e ricordi su un diario. Evitare decisioni importanti prese d’impulso e concedersi attività piacevoli anche brevi aiuta a ridurre il senso di vuoto.

Quando è utile cercare supporto psicologico

Se il dolore non diminuisce con il tempo, se compromettere il lavoro o le relazioni, se compaiono pensieri intrusivi, attacchi di panico o comportamenti ripetuti che ricreano lo stesso schema relazionale, è consigliabile rivolgersi a uno psicoterapeuta. Il supporto professionale è indicato anche quando si desidera comprendere le dinamiche personali che hanno contribuito alla crisi o acquisire strumenti per ricostruire confini e autostima.

Cosa offre un percorso psicoterapeutico sistemico-relazionale

Un approccio sistemico-relazionale considera la persona nel contesto delle relazioni e dei significati condivisi: si lavora non solo sui sintomi emozionali, ma sulle dinamiche che legano la storia personale alle relazioni attuali. Percorsi di questo tipo aiutano a riconoscere schemi ricorrenti, a sperimentare nuovi modi di comunicare e a costruire confini più sani. Nel mio lavoro, svolto presso lo Studio Internazionale di Psicoterapia in Piazza sei febbraio 4 a Milano e disponibile anche online, offro uno spazio accogliente, non giudicante e orientato a risultati pratici; come racconta una paziente, la terapia può diventare decisiva per ritrovare prospettiva e colori nella vita quotidiana.

Primi passi per iniziare e consigli finali

Se state pensando di iniziare un percorso, prendetevi un momento per annotare le vostre priorità e le difficoltà che vorreste affrontare; questo facilita il primo colloquio. Cercate uno psicoterapeuta con esperienza nelle problematiche relazionali e che offra chiarezza su obiettivi e metodi; la flessibilità negli orari e la possibilità di sedute online possono essere utili nel periodo di transizione. Infine, abbiate pazienza: la rielaborazione è un processo individuale, ma con supporto, strumenti pratici e cura di sé è possibile attraversare la sofferenza e costruire relazioni future più consapevoli.

Customer review

Ho conosciuto la Dott.ssa Atlante per caso tramite un video dove parlava del suo lavoro. L'ho contattata in un momento molto brutto della mia vita,uno di quei momenti in cui non vedi via d'uscita. Lei mi ha fatto uscire dal tunnel e vedere il sole e i colori della vita in tutte le sue sfumature più belle. Professionale per me è dire poco! La stimo veramente molto per come svolge il suo lavoro.
Romina Carrai
Romina Carrai google

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Dr.ssa Sara Atlante

Sono una Psicologa clinica e Psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale e lavoro presso lo Studio Internazionale di Psicoterapia sito in Piazza sei febbraio 4 a Milano. Sono specializzata in problematiche relazionali ed affettive. Mi sono formata presso il Centro Milanese di Terapia della famiglia dove ho appreso e fatto mio un approccio di conduzione del processo terapeutico conosciuto e studiato come “Milan Approach ©️”. Nel mio lavoro mi rivolgo ad individui, coppie e famiglie che affrontano un momento di difficoltà che può essere: fine storia d’amore, dipendenza affettiva, tradimento, difficoltà di comunicazione, eventi critici come lutti o malattie, situazioni di crisi e cambiamento, ansia, panico, stress etc.